ll Brasile è classificato tra i paesi di sviluppo umano medio, tuttavia gli indicatori di disuguaglianza sono tra i peggiori del mondo per quanto concerne la distribuzione del reddito e l’accesso alle risorse naturali (terra e acqua in particolare).
Conosciuto nell’immaginario collettivo per i suoi immensi latifondi destinati all’export, è in realtà un paese dove l’agricoltura su base familiare coinvolge il maggior numero di unità di produzione e di occupati, e detiene la quota principale delle produzioni agricole nazionali destinate al consumo interno.
Le terre brasiliane sono divise in grandi latifondi e la grande proprietà l’ha fatta sempre da padrone, la riforma agraria degli anni ’60 conosciuta come Rivoluzione Verde ha portato all’omologazione dei processi produttivi attraverso una agricoltura di tipo intensivo che attualmente sta mostrando i propri limiti di sostenibilità a causa dell’elevato apporto di energia e acqua, bene quest’ultimo sempre più limitato.
Le altre forme di organizzazione agraria familiare come il campesinato brasiliano sono sempre state sottovalutate e, nonostante coinvolgano un numero maggiore di unità di produzione e di occupati, rivestono una posizione marginale nella società (subendo addirittura una vera e propria “emarginazione culturale”), sono però queste ultime le realtà che meglio esprimono il mondo rurale brasiliano.
II Brasile possiede le più grandi riserve d’acqua dolce del mondo, stimate in circa 1,8% di tutte quelle presenti sulla terra, e per questa ragione, fino alla prima metà del secolo scorso, esse erano considerate illimitate. Tuttavia il 70% delle acque di superficie sono concentrate nell’Amazzonia, dove vive appena il 5% della popolazione. Ciò significa che un territorio vastissimo si trova cronicamente in una situazione di stress idrico.

Il semi arido

Queste zone si estendono su un’area continua che abbraccia la maggior parte degli Stati della Regione Nord-Est, la parte settentrionale di Minas Gerais ed il nord dell’Espirito Santo, occupando una superficie totale di 974.752 Km2.
Le condizioni climatiche che caratterizzano questo territorio rappresentano un’eccezione rispetto agli ambienti dal clima arido e semi-arido, tropicali e sub-tropicali della terra: infatti, la media pluviometrica annuale è generalmente superiore ai valori tipici di questo clima.
Il  deficit idrico di questa regione è dovuto all’elevato grado di evapotraspirazione e alla scarsità di fiumi perenni.
Nel Semi Arido vivono più di 20  milioni di abitanti. Il sistema produttivo è caratterizzato da una agricoltura di tipo familiare, di sussistenza basata sulla disponibilità di acqua meteorica, che è soggetta quindi ad una produttività bassa ed instabile.
Questo territorio possiede molte risorse e possibilità ma per vivere bene è necessario imparare a convivere con le sue caratteristiche climatiche e il suo ambiente particolare: piogge irregolari, lunghi periodi di secca, condizione particolare del suolo.
Questa “convivenza” può realizzarsi partendo dalla conoscenze e dal dominio delle tecniche di produzione appropriate a questo clima, cercando una distribuzione e una gestione giusta e sostenibile delle terre, dell’acqua e delle politiche pubbliche che cercano di migliorare le condizioni di vita del popolo del Semi Arido.

Il Cevi in Brasile

Il CeVI opera da oltre 25 anni nella Valle dello Jequitinhonha, collaborando con il CAV (Centro de Agricultura Alternativa “Vicente Nica”) e il Núcleo di ricerca PPJ nella promozione di interventi in ambito agricolo ed ambientale. Tra le principali iniziative realizzate spiccano i progetti “Biodiversità” (2001-06), “Friuli-Jequitinhonha” (2006-07), “A Safra” (2011-12) e “Agricoltura e modelli di economia locale e solidale” (2011-13). Attualmente il CeVI è presente nel paese con due iniziative: il progetto “Agricoltura familiare e sviluppo rurale sostenibile”, promosso dal CAV e co-finanziato dall’Unione Europea (2013-16) e il programma triangolare Italia-Bolivia-Brasile “Acqua America Latina” (2011-14), co-finanziato dalla Consulta d’Ambito per il Servizio Idrico Integrato Centrale Friuli (CATO).

Le collaborazioni nel paese

CAV – Centro de Agricultura Alternativa “Vicente Nica” – www.cavjequi.org

Nucleo PPJ – Nucleo de Pesquisa e Apoio à Agricultura Familiar “Justino Obers” – www.nucleoestudo.ufla.br/nppj/ppj.html

ASA – Articulação Semiárido Brasileiro – www.asabrasil.org.br

SARF-SEAPA – Subsecretaria de Agricultura Familiar e Regularização Fundiária – http://www.agricultura.mg.gov.br/

FETRAF – MG – Federação dos Trabalhadores na Agricultura Familiar do Estado de Minas Gerais – http://www.fetraf.org.br/

AAPIVAJE – Associação dos Apicultores (as) do Vale do Jequitinhonha