Il progetto “Same World – Sustainability Awareness Mobilization Environment in the global Education for the EYD 2015” ha visto la partecipaione di 12 organizzazioni da 9 paesi europei coordinate dal capofila CIES Onlus di Roma.

Il CeVI si occupa già dal 2012 della questione, sempre più attuale, delle migrazioni ambientali, che ha portato nelle scuole della Regione grazie ad un percorso didattico elaborato con Legambiente nell’ambito del progetto “Profughi Ambientali: cambiamento climatico, acqua e migrazioni forzate”, realizzato con il sostegno della Tavola Valdese.
Il lavoro su questa tematica è poi proseguito da Gennaio 2015  il progetto “SAME World – Sustainability Awareness Mobilization Environment in the Global Education for the EYD 2015”, finanziato dal bando su Educazione e Sensibilizzazione del programma europeo EUROPEAID.
Il progetto vede la partecipazione di 12 organizzazioni da 9 paesi europei (Italia, Germania, Slovenia, Spagna, Ungheria, Grecia, Estonia, Bulgaria, Portogallo e Slovacchia), coordinate dal capofila CIES Onlus di Roma.

Obiettivo dell’iniziativa, conclusasi nel Marzo 2018, è quello di sensibilizzare i cittadini europei alla comprensione critica sui temi della giustizia ambientale, del cambiamento climatico e della migrazione ambientale. Il progetto vuole inoltre promuovere pratiche di cittadinanza attiva in una prospettiva globale, coinvolgendo insegnanti e studenti in attività di mobilitazione a favore di stili di vita sostenibili.

SAME World è un progetto di amplio respiro che è partito dalle scuole per costruire insieme a studenti ed insegnanti una nuova consapevolezza sulla relazione tra povertà e danni ambientali. Nella convinzione che la salvaguardia delle risorse naturali, l’adozione di buone pratiche di sviluppo sostenibile e di lotta alla poverta ed una distibuzione più equa delle risorse rappresentino tutte risorse concrete per coinvolgere attivamente governie cittadini nella costruzione di un nuovo modello di sviluppo basato sulla giustizia ambientale. Proprio per questo sono sati realizzati un kit didattico ed una piattaforma educativa rivolti a studenti, gentitori ed insegnanti in cui si sono raccolti i contributi di professori ed esperti sui temi del rapporto tra cambiamneti climatici e migrazioni, con l’obiettivo di puntare i riflettori su un tema, quello della giustizia ambientale, che implica non solo la necessità di intraprendere una riflessione critica, ma anche di assumersi un impegno morale per il futuro. Per comunicare ai giovani i contenuti del progetto in maniera alternativa sono stati realizzati anche uno spettacolo teatrale, dei laboratori didattici ed un concorso che ha coinvolto più di cento scuole in tutta Europa e raccolto pratiche interessanti ed innovative riguardanti l’impegno delle scuole sui temi dei cambiamneti climatici, della giustizia ambientale e delel migrazioni. I giovani di tutta Europa hanno inoltre contribuito alla raccolta, al monitoraggio e alla disseminazione di casi di ingiustizia ambientale attraverso l‘Osservatorio sulle Ingiustizie Ambientali.

Nell’ambito del progetto è stato lanciato anche il gioco on-line “Imperfect Future” uno strumento didattico, innovativo, coinvolgente e divertente per sensibilizzarte i giovani rispetto a queste tematiche permettendogli di viaggiare nel tempo e nello spazio nel tentativo di completarte un’importante missione: salvare il Pianeta e cambiare il futuro!

Potete trovare tutti i materiali Same World anche qui!

Raccomandazioni per l’inclusione dell’educazione amabientale nei curricula scolastici

Durante questi tre anni di progetto hanno avuto luogo tre seminari internazionali (a Milano, Tartu e Sintra) che hanno rappresenatato dei momenti fondamentali di confronto tra insegnanti, studenti e d autorità educative e Ong. Tale confronto ha portato alla stesura di un documento di Raccomandazioni volto a promuovere l’introduzione nei curricula scolastici dei temi della giustizia ambientale, dei cambiamenti climatici e delle migrazioni. Nella speranza siano d’ispirazione per istutuzioni, autorità scolastiche, docenti  ed educatori e che gli strumenti realizzati durante il progetto possano rappresentare un valido aiuto nel difficile compito di preparare i giovani alle sfide presenti e future.

SAME World si presenta quindi come una stimolante sfida per il CeVI, per contribuire a diffondere – a partire dai più giovani – la consapevolezza che questioni come l’equità sociale e la tutela dell’ambiente sono necessariamente interconnesse e che un reale cambiamento deve partire da noi.

Lancio Kit didattico on-line

Da febbraio 2016 è accessibile on-line il kit didattico, risultato del primo anno di lavoro del progetto SAME World, disponibile in ben 11 lingue.

Il kit si rivolge principalmente agli insegnanti, dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado, ma anche ad educatori e genitori, che vogliano approfondire i temi del progetto. Quello dei rifugiati ambientali è infatti un tema nuovo, che influisce su diverse dimensioni del nostro sistema: sociale, ambientale, economica, politica e altre ancora. Si tratta di un puzzle complesso, che richiede un approccio ragionato alle sue singole componenti. Il kit vuole quindi fornire un supporto per il lavoro in classe, per parlare di noi, della nostra adattabilità e resilienza, di ciò che intendiamo quando parliamo di identità e del futuro che ci aspetta. Ma anche di cosa significa essere cittadini del mondo e del concetto di cittadinanza globale.
Corredato di un video tutorial introduttivo e caratterizzato da una interfaccia accattivante, il kit si compone di due parti, connesse tra loro.
La prima è dedicata ai contenuti, strutturati in tre macro-aree corrispondenti ai temi centrali del progetto: Giustizia Ambientale, Cambiamento climatico, Migrazione ambientale. Ciascuna area è composta da 4 unità, a sua volta contenenti tre testi e due domande per approfondire particolari questioni, per un totale di 60 sezioni. I contenuti sono stati curati da oltre 35 esperti europei di diversi settori (geografia, antropologia, sociologia, agronomia, economia, ecologia ecc.) con la supervisione di un Comitato Scientifico, che garantisce l’alto livello scientifico del kit. Nel contempo, si è voluto puntare alla massima accessibilità, usando un linguaggio alla portata di non esperti, con testi brevi, ma arricchiti da link che connettono le diverse unità.
La seconda parte contiene invece una raccolta di oltre 40 attività didattiche che insegnanti ed educatori possono proporre autonomamente nelle proprie classi, come giochi di ruolo, esercizi di matematica, laboratori artistici, da realizzare insieme agli studenti.
Inoltre, il kit è arricchito da link utili a reperire informazioni on-line (video, rapporti ecc.), da strumenti on-line gratuiti per la creazione di diagrammi, mappe, rapporti e da diverse sezioni dedicate agli approfondimenti (bibliografia, glossario ecc.).
Il kit è disponibile on-line sul sito www.sameworld.eu .

Giustizia Ambientale

Il termine “giustizia ambientale” […] si riferisce al diritto delle comunità e dei cittadini di vivere in un ambiente pulito e salubre, in armonia con i loro desideri e con la propria cultura, senza il rischio di venire danneggiati da attività economiche o industriali di alcun tipo.

La giustizia ambientale è la risposta delle comunità locali e degli attivisti alla pressione esercitata sul territorio dalla presenza di industrie e attività estrattive (le miniere), da dighe, deforestazione, centrali nucleari, inceneritori, discariche e strutture analoghe, nonché alle diseguaglianze nell’ambito del commercio globale e ai deficit di democrazia a livello locale.
Le prime ad applicare il concetto di giustizia ambientale alle proprie battaglie quotidiane sono state, negli anni ’80, le comunità di afroamericani e latinoamericani negli Stati Uniti. Queste comunità hanno denunciato l’inquinamento e il degrado presenti nei loro quartieri e la mancanza di strutture che garantissero la salubrità dell’ambiente, nonché l’indifferenza nei loro confronti delle istituzioni, che non prevedevano compensi per i danni inflitti. Sono stati questi pionieri a porre l’accento sul “razzismo ambientale”, vale a dire il filo che collega l’inquinamento, la questione razziale e la povertà, e a dimostrare come tutti questi concetti fossero interconnessi ad attività pericolose dal punto di vista ambientale condotte in maniera scellerata. Tale interconnessione è ulteriormente aggravata dalla scarsità di alternative e di potere politico ed economico e, di conseguenza, dai molti rischi connessi alle diverse attività, che venivano regolarmente ignorati.
[…]
Il concetto di giustizia ambientale ha poi fatto il giro del mondo, traendo ispirazione e insegnamento da diversi altri gruppi impegnati in altre lotte.
[…]
È ora chiaro che l’ingiustizia ambientale e le diseguaglianze globali costituiscono due facce della stessa medaglia: mentre l’1% delle persone nella fascia più ricca della popolazione mondiale detiene al momento il 48% della ricchezza globale, la metà degli abitanti del globo, collocati nella fascia più povera, ne detiene l’1%. Ironia della sorte, le aree in cui i danni ambientali e l’inquinamento risultano più ingenti sono anche quelle maggiormente colpite dagli impatti del cambiamento climatico e, quindi, risultano maggiormente vulnerabili a fenomeni quali erosione, inondazioni etc..
Tratto dal testo originale di Daniela Del Bene, ricercatrice presso l’Institut de Ciència i Tecnologìa Ambientals (ICTA) – Universitat Autònoma de Barcelona

Segni del cambiamento climatico

La temperatura media sulla Terra è in aumento; tuttavia, tale innalzamento non è l’unico indicatore del cambiamento climatico. Secondo l’IPCC – Intergovernmental Panel on Climate Change (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico), la temperatura media globale e il livello del mare si sono innalzati, gli oceani sono più caldi e la velocità con cui il ghiaccio e la neve si sciolgono è aumentata. Per individuare i segnali del cambiamento climatico, gli scienziati tengono in considerazione svariati fattori: ad es., studiano le serie storiche, raccolgono i dati provenienti dalle misurazioni e osservano l’andamento delle temperature, le dinamiche del tempo atmosferico, i mutamenti del livello del mare e altre caratteristiche ambientali. La Figura illustra diversi indicatori del cambiamento climatico.

Il cambiamento climatico non significa godersi belle giornate di sole, come ritenuto da molti. Poiché il clima è divenuto più caldo, alcune tipologie di eventi meteorologici estremi si sono fatti più frequenti: basti pensare a quanto avvenuto negli ultimi decenni, in cui il calore estremo e le precipitazioni intense e la siccità si sono fatti più intensi e diffusi. Le piogge intense, gli uragani e altri tipi di tempesta tropicale traggono energia dall’acqua calda degli oceani. Ciò può causare inondazioni e il peggioramento della qualità dell’acqua, ma anche una riduzione delle risorse idriche disponibili in alcune regioni. Inoltre, in molti luoghi si verifica una riduzione del manto nevoso e un più rapido scioglimento della neve. Ad esempio, si prevede che gli inverni nell’Europa Settentrionale diverranno più miti e piovosi, mentre il manto nevoso diverrà più instabile.

Tratto dal testo originale di Stefano Caserini, Professore di Mitigazione del Cambiamento Climatico, Politecnico di Milano; Ylle Napa, Consulente Ambientale.

L’epoca delle migrazioni

Il periodo attuale è conosciuto come “l’epoca delle migrazioni” essendo la mobilità umana uno dei fenomeni più emblematici della contemporaneità. Infatti grazie alle nuove tecnologie di comunicazione e ai moderni mezzi di trasporto, i territori e i confini sono più fluidi e “più vicini” e muoversi anche sulle lunghe distanze è diventato più facile.

Le persone si spostano in cerca di nuove opportunità ma anche per fuggire in altre parti del mondo, verso Paesi un tempo sconosciuti. Oltre a miliardi di turisti, uomini d’affari e ricercatori universitari, a spostarsi sono anche più di 200 milioni di migranti. La maggior parte di loro cerca migliori condizioni di vita, molti sono obbligati a scappare dalla loro terra.
[…]
Al momento vi è un numero crescente di “migranti ambientali”, cioè di persone che si spostano per motivi connessi al cambiamento climatico e al degrado ambientale. Addirittura le previsioni dicono che nel 2050 le cause ambientali costituiranno il principale motivo di migrazione.
[…]
Oggi la migrazione ambientale è un fenomeno significativo, che sembra riguardare principalmente i popoli più vulnerabili e i Paesi dell’emisfero sud: sono questi fattori a far sì che il fenomeno sia percepito come “problema”.
Tuttavia, da un altro punto di vista le migrazioni costituiscono una possibile forma di adattamento, una strategia che potrebbe apportare notevoli benefici. Ci sono diverse regioni vulnerabili, quali, ad esempio, l’Africa Occidentale, in cui la mobilità (pastoralismo nomade) è una strategia pluricentenaria sviluppata per far fronte alle variazioni del clima.
Il cambiamento climatico è un problema crescente, che riguarda tutti gli abitanti del pianeta; dobbiamo quindi tutti mobilitarci verso una maggiore tutela ambientale ma anche contribuire alla ridistribuzione dell’accesso ai diritti e alle risorse.
Allo stesso tempo è anche importante essere consapevoli che adottare un approccio allarmistico rischia di creare un problema ancora maggiore, contribuendo a creare sentimenti anti-immigrati e instillando nel grande pubblico l’idea che la migrazione sia un problema, piuttosto che un aspetto integrante dei processi di sviluppo.

Tratto dal testo originale di Chiara Lainati, antropologa SAME WORLD

Same world in the Global Education

L’Istituto Comprensivo “Don Lorenzo Milani” di Aquileia ha aderito in modo convinto e attivo al Progetto internazionale SAME WORLD, come ha fatto sempre, ogniqualvolta il CeVI, Centro di Volontariato Internazionale, ha presentato le sue proposte.

Tale adesione si è sviluppata in due direzioni: le attività con le classi delle Scuole Secondarie di 1° grado, condotte da un operatore del CeVI, e la formazione di una docente (la sottoscritta) che ha partecipato al Seminario Internazionale Same World svoltosi a Milano lo scorso mese di ottobre.
Il focus delle iniziative è stato il problema delle migrazioni ambientali, provocate dai mutamenti climatici che interessano il pianeta. Un tema trasversale, che coinvolge varie discipline: Scienze, Educazione alla Cittadinanza, Geografia, Tecnologia. Un fenomeno di fronte al quale si percepisce ancora una diffusa, grave indifferenza.

Le attività che le nostre classi hanno svolto grazie al Progetto Same World, hanno inteso creare le migliori condizioni per avviare efficaci percorsi didattici volti alla sensibilizzazione dei ragazzi sull’argomento, ma anche, colmare, almeno in parte, proprio questa generalizzata distanza della didattica e dei curricoli dai grandi temi dei cambiamenti climatici, dell’ingiustizia ambientale e delle conseguenze sociali ad essi correlate: LO STESSO MONDO, appunto, in cui tutti i popoli hanno il diritto alle pari opportunità, al rispetto, alla giustizia socio-ambientale, sempre all’insegna della sostenibilità delle scelte economiche e politiche.

Il Seminario Internazionale di Milano

Il Seminario di Milano ha rappresentato una preziosa occasione di arricchimento professionale: gli interventi dei relatori hanno offerto un’ampia panoramica sui temi del Progetto, illustrando buone pratiche didattiche, esperienze e metodologie realizzate all’interno e fuori dell’Unione Europea. Nel momento storico che stiamo vivendo, spesso drammaticamente, sentiamo la pressante necessità di dare una dimensione globale alle nostre scelte educative sul piano della giustizia ambientale e sociale, nella convinzione che siano un fattore determinante nella costruzione di una Pace vera e duratura tra i popoli.
Momenti particolarmente significativi sono stati la proposta teatrale, a cui i partecipanti al Seminario hanno assistito la sera del 21 ottobre scorso presso l’Auditorium Cascina Triulza nell’ambito di EXPO 2015, e i lavori di gruppo del  22. Si è trattato, nel primo caso, di una performance teatrale sul grande tema del rapporto tra sostenibilità ambientale e opportunità di lavoro; lo spettacolo in qualche momento ha coinvolto anche il pubblico, secondo i canoni del teatro-forum. L’esperienza ha efficacemente dimostrato come il linguaggio teatrale possa avere grandi potenzialità per affrontare e sviluppare utilmente anche temi di impegno sociale e ambientale.
Quello dei lavori di gruppo tra insegnanti, professori universitari, studenti, educatori provenienti da varie parti del Mondo sui temi del Progetto e sul confronto delle esperienze didattiche e delle buone pratiche, è stato un momento veramente coinvolgente ed interessante: brainstorming e discussioni hanno offerto enormi spunti per l’attività educativo-didattica e per la riflessione, che sicuramente ricadranno utilmente nelle pratiche quotidiane di ognuno.