Un diritto fondamentale, non una merce.

Il 22 marzo si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992. Risorsa indispensabile alla vita, bene comune per eccellenza e diritto umano fondamentale, l’acqua potabile è a tutt’oggi, per circa 850 milioni di persone, ancora un’utopia.

In molte regioni del pianeta infatti le popolazioni soffrono quotidianamente crisi idriche e processi di desertificazione e vedono negato il proprio diritto all’acqua, con gravi conseguenze per la salute, l’ambiente e le economie locali.

In Bolivia, dove sull’altipiano le risorse idriche si stanno facendo via via più scarse, è nato il Progetto Pachamama, finanziato dall’AICS e promosso da CEVI in collaborazione con COSPEA SUD e Università di Udine, che intende rafforzare le comunità attraverso la costruzione di infrastrutture per l’acqua, il rafforzamento del ruolo delle donne e la promozione della salute.

Scopri di più sul progetto.

FOCUS ACQUA

Garantire l’accesso all’acqua, tutelare un diritto inviolabile 

Lavorare sull’accesso equitativo all’acqua e sulla protezione dei bacini idrografici significa migliorare la sovranità alimentare e la qualità della vita delle comunità coinvolte, in zone che soffrono endemicamente di carenza idrica e su cui gli impatti del cambiamento climatico stanno peggiorando qualità e quantità delle risorse idriche.

 

PROMUOVENDO IL DIRITTO ALL’ACQUA IN BOLIVIA, UN PERCORSO IN COMUNE .

La Bolivia è un paese ricco di acqua, ma la distribuzione e l’accesso a questa risorsa vitale non sono omogenei e rispecchiano le grandi differenze geografiche e socio-culturali che caratterizzano il paese andino. 
Il Progetto Pachamama si propone di incrementare la disponibilità dell’acqua e l’efficienza nel suo utilizzo. Trasversalmente si propone di garantire l’equità nell’accesso ed il riconoscimento del diritto alla gestione dell’acqua alle donne. Leggi tutto

 

FOCUS DONNE


Difendere la Pachamama, rafforzare il ruolo delle donne

Nel gennaio scorso una delegazione delle associazioni A SUD e COSPE è stata in Bolivia per una missione su campo mirata a dare il via alle attività di capacity building per le donne indigene residenti nelle aree rurali dei Dipartimenti di La Paz e Cochabamba. Attraverso visite alle comunità coinvolte, incontri, tavole rotonde e workshop partecipativi le donne partecipanti hanno individuato le principali necessità  stilato un piano di lavoro per il rafforzamento del loro ruolo economico e sociale all’interno delle comunità. Di seguito i racconti della missione.
DIFENDERE LA PACHAMAMA IN BOLIVIA – COCHABAMBA 
[a cura di A Sud] 

Bere, oppure irrigare. Seminare, con il rischio di perdere la produzione. Curarsi da soli in casa, o esporsi a trattamenti discriminatori nei lontani ospedali. È una vita fatta di scelte difficili quella delle comunità rurali del dipartimento di Aiquile (municipio di Cochabamba).
Tanto più negli ultimi anni, in cui i cambiamenti climatici hanno iniziato a sconvolgere il ritmo a cui, seppur duro, gli abitanti della zona erano abituati. Con la conseguenza che le tradizionali fonti di reddito non garantiscono più entrate  regolari e la zona si va spopolando, con l’esodo dei giovani verso le città che lasciano indietro i propri genitori.
 
 
UNA NUOVA VOCE PER LE DONNE BOLIVIANE – LA PAZ 
[a cura di COSPE] 

Raggiungere i comuni di Quiabaya (3.000 m.) e Tacacoma (2.800 m.)  da La Paz significa percorrere ore di macchina lungo strade impervie e difficili dentro scenari belli e mozzafiato. Dentro questa bellezza viene però da chiedersi quanto sia difficile vivere in questi luoghi isolati dove è chiara la carenza di servizi e di facili vie di comunicazione. E’ già sera quando arriviamo nel comune di Quiabaya ed è subito chiaro che si tratta di un piccolo paesino per metà abbandonato. Il fenomeno della migrazione interna ha colpito da anni quest’area e il paese intero. Se ne vanno prima gli uomini e i giovani. 
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