1.300.000.000 di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile, un problema su scala globale che figura tra gli Obiettivi del Millennio fissati dalle Nazioni Unite.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità per sopravvivere ogni persona deve disporre di almeno 20 litri di acqua al giorno: se l’acqua è un elemento indispensabile per la vita, il suo accesso dovrebbe essere innanzitutto un diritto garantito dalla collettività. L’acqua poi è anche una risorsa esauribile, dunque l’uso che ne facciamo deve essere sostenibile : deve tenere conto cioè dei bisogni delle generazioni future. L’acqua è un patrimonio comune dell’umanità , una risorsa che andrebbe amministrata nell’interesse e con il concorso di tutti i cittadini, attraverso une gestione non solo pubblica , ma anche partecipativa .

Il CeVi, fondatore del Comitato Italiano per un Contratto mondiale sull’Acqua, da diversi anni si è fatto portavoce di queste istanze presso le istituzioni locali, nazionali ed internazionali, insieme ai movimenti della società civile e alle reti del terzo settore presenti nel Nord e nel Sud del Mondo. Insieme al Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull’Acqua, abbiamo individuato alcune iniziative significative, in ambito urbano e rurale, elaborate con le comunità contadine del Semi-Arido brasiliano e con gli abitanti di Cochabamba e Tapacarì in Bolivia.

01

WATER HUMAN RIGHT TREATY

The Campaign proposes the adoption from the International community of an instrument of human rights law able to establish binding norms of implementation. Such an instrument of international law requires the strength of an International Treaty, signed by States through a negotiation.

Foto di gruppo a lavoro concluso

TRIANGOLI NELL’ACQUA

Il progetto “Trinagoli nell’Acqua” co-finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia d’Italia e dalla Tavola Valdese, ha l’obbiettivo di contribuire a migliorare la gestione integrale delle risorse idriche e garantire il diritto di accesso all’acqua nelle zone rurali semi-aride della Bolivia (Valle Alto di Cochabamba) e Brasile (Valle dello Jequitinhonha del Minas Gerais) aumentando la disponibilità d’acqua per consumo umano e per l’irrigazione.