Il progetto SEMENTI DEL SAPERE è un progetto di durata triennale promosso dal Comune di Mereto di Tomba e finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

Si realizza nella regione brasiliana del Minas Gerais, nella Valle dello Jequitinhonha, caratterizzata da un clima semiarido, ossia da una lunga stagione secca e una breve stagione delle piogge, concentrata in pochi mesi.

Gli agricoltori hanno adattato il loro modo di produrre e fare agricoltura a queste condizioni ambientali, soprattutto selezionando quelle varietà di sementi che si sono adattate bene alla zona, e tramandando queste sementi di generazione in generazione, contribuendo a preservare il patrimonio genetico e la biodiversità locale.

Il problema maggiore nasce a partire dagli anni ‘60, dove con la cosiddetta “Rivoluzione Verde” si è iniziato a produrre in forme non sostenibili per questo ambiente, creando grandi squilibri con l’introduzione della monocoltura di eucalipto, che ha portato una forte degradazione dei e delle risorse idriche ad un uso massiccio di fertilizzanti e pesticidi.

 

In questi anni molte sementi originarie sono state sostituite con quelle ibride e con OGM, distribuite per mano di un piccolo gruppo di multinazionali. Tutto ciò ha messo e sta mettendo in pericolo le varietà tradizionali, la sicurezza alimentare delle famiglie e la biodiversità.

Anche a livello mondiale, nonostante l’importanza riconosciuta per la sopravvivenza umana e le azioni intraprese per preservarla, la biodiversità agricola soffre di fenomeni di erosione genetica. Nelle attuali pratiche agricole, molte varietà di piante tradizionali sono state sostituite da un piccolo numero di varietà commerciali moderne ed estremamente uniformi.

Basti pensare che globalmente solo 150 specie di piante sono attualmente coltivate, 12 delle quali forniscono circa il 75% del nostro cibo e 4 di loro producono più della metà del cibo che viene mangiato dall’uomo. Questa involuzione ha aumentato la vulnerabilità dell’agricoltura e della razione alimentare umana impoverita. Il risultato è che alcune culture locali, che sono state importanti nella nutrizione dei paesi poveri, sono ora sottoutilizzate o trascurate.

Il Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura (ITPGRFA) hanno obiettivi di conservazione ed uso sostenibile di tutte le risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura e la ripartizione giusta ed equa derivato dal loro benefici di uso, in linea con la Convenzione sulla diversità biologica, per l’agricoltura sostenibile e la sicurezza alimentare, ratificata dall’Italia con la legge n. 101 del 2004.

Per approfondire e portare una maggior sensibilizzazione su tali temi, nel marzo del 2019 si è svolto presso l’Università degli Studi di Udine il Seminario Internazionale “Sementi del Sapere”, con la partecipazione del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali, dell’Università di Udine e di alcuni rappresentati di Associazioni attive nella salvaguardia delle sementi autoctone, tra i quali Clebson Sousa de Almeida, tecnico agronomo del CAV, direttamente coinvolto nell’attuazione del progetto in Brasile.

Il Seminario ha avuto come obiettivo primario la promozione dell’applicazione del Trattato e la creazione di uno scambio di buone pratiche in Italia e, in particolare, presso la Banca del Germoplasma vegetale autoctona Università di Udine e adottato in Brasile nel nord del Minas Gerais dal CAV.

 

Il progetto SEMENTI DEL SAPERE che stiamo portando avanti ora in Brasile ha per l’appunto come obiettivo primario il recupero e la valorizzazione delle sementi originarie e i saperi tradizionali dei piccoli produttori, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo sostenibile e la sicurezza alimentare delle famiglie rurali.

Il progetto ha previsto innanzitutto la mobilitazione delle famiglie agricole partecipanti per un’iniziale fase informativa e formativa, di modo da assicurare la corretta appropriazione della proposta da parte degli agricoltori e saldarne l’adesione e l’impegno nel progetto.

 

Gli agricoltori, hanno così collaborato attivamente nella fase di catalogazione delle sementi, che sono state conservate poi in Case comunitarie dette “Case delle sementi”, che funzioneranno punto per lo stoccaggio, distribuzione e scambio di sementi tra gli agricoltori. Alle Case sono stati affiancati poi dei campi per la riproduzione delle sementi, ed in questi campi la preparazione, la semina e la raccolta sono realizzate dalle famiglie, in particolare dalle famiglie dette “custodi delle sementi”. Questi gruppi di “Custodi delle Sementi” sono composti da agricoltori che si impegneranno a custodire le sementi, moltiplicare le varietà recuperate e rafforzare la cultura delle sementi antiche nelle proprie comunità.

Ad oggi grazie al progetto sono state catalogate più di 150 specie, sono state coinvolte 21 famiglie delle quali 57 persone sono diventati “agricoltori custodi”, che coltivano e scambiano tra loro le sementi autoctone, contribuendo cosi attivamente alla conservazione della biodiversità della zona.

Il Partenariato del progetto è composto da:

-Capofila : Comune di Mereto di Tomba 

-Partner italiani: CeVI e Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali, dell’Università di Udine

-Partner latinoamericani : CAV e Caritas MG

-Partner associato:  SEDA- Secretaria de Estado de Desenvolvimento Agrário de Minas Gerais

Con il sostegno:

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Della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia- L.R.19/2000.