Incontro con Alessandro Metz, armatore sociale, progetto Mediterranea Saving Humans

LUNEDI’ 12 NOVEMBRE, ORE 20.30 SALA PETRIS DEL CENTRO “E. BALDUCCI”

Nel 5° anniversario della strage di Lampedusa e di quel naufragio, mentre nel Mediterraneo si continua a morire, abbiamo messo in mare una nave, la Mare Jonio. Lo abbiamo fatto dopo un’estate in cui il governo italiano ha mosso una guerra senza quartiere contro le migrazioni e contro le Ong, ha chiuso porti e ha sequestrato su una nave della Guardia costiera decine di profughi e migranti.
La criminalizzazione delle operazioni «umanitarie» ha svuotato il Mediterraneo di presenze scomode, ha allontanato i testimoni e ha ribadito l’anonimato di donne e uomini in transito: al riparo da sguardi indiscreti, la guardia costiera libica ha potuto riconsegnare ai centri di detenzione alla tortura, alla violenza, alla schiavitù – centinaia di persone, mentre altre centinaia hanno fatto naufragio.
Mediterranea è una piattaforma di realtà della società civile, di cui fanno parte le Ong Sea-Watch e Open Arms ed è arrivata nel Mediterraneo centrale dopo che le organizzazioni non governative, criminalizzate dalla retorica politica senza che mai nessuna inchiesta abbia portato a una sentenza di condanna, sono in gran parte state costrette ad abbandonarlo.
Quella di Mediterranea è un’azione di disobbedienza morale ma di obbedienza civile. Disobbedisce al discorso pubblico nazionalista e xenofobo e al divieto, di fatto, di testimoniare quello che succede nel Mediterraneo; obbedisce, invece, al rispetto dei diritti umani e all’obbligatorietà del salvataggio di chi si trova in condizioni di pericolo e per la conduzione di tutti/e verso un porto sicuro, se si dovessero verificare le condizioni.
L’obiettivo quindi è quello di costruire, al centro del mare Mediterraneo e attraverso una pratica, un nuovo spazio possibile: aperto, solidale e fondato sul rispetto della vita umana.

abbiamo una nave locandina