Il CeVI, in partenariato con il Centro Volontari Cooperazione allo Sviluppo (CVCS), l’ Associazione di Solidarietà Internazionale Jobel Onlus, l’ ONG Progrès Universel, Vivre Informer Fraterniser (VIF), l’ Union de la Jeunesse Communale de Daloa (UJCD), la Direzione Regionale del Ministero della Donna, della Protezione del Bambino e della Solidarietà, ha ottenuto nel 2017 un finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per la realizzazione del progetto “FJF – Futur Jeune et Femme”.

L’obiettivo del progetto biennale è quello di fornire sostegno allo sviluppo socioeconomico di giovani e donne in Costa d’Avorio.

In Costa d’Avorio la popolazione giovanile e femminile continua ad affrontare forti difficoltà di inserimento socioeconomico, nonostante i recenti sforzi del governo e la progressiva stabilizzazione, con conseguente crescita economica. L’incremento della povertà generata dal termine della guerra civile del 2002 e della crisi post elettorale del 2011 continuano a farsi sentire e nell’indice di Sviluppo Umano il Paese è passato dal 170° posto nel 2011 al 171° nel 2016 (Fonte: HDR 2016). L’Istituto Nazionale della Statistica (ENV 2015) stima il livello di povertà del Paese al 46,3%. Secondo l’ENV il tasso di disoccupazione è più elevato per le donne (10%) e nella fascia di età giovane (12,8% tra i 14 e 24 anni, 8% per la fascia 25-35 anni). Secondo l’UNDP e l’ILO il 79% della forza lavoro in Costa d’Avorio rientra nella fascia di vulnerable employment mentre la disparità nell’ambito della forza lavoro vede la partecipazione delle lavoratrici femminili al 52,4% contro l’80,9% della componente maschile. 

E’ evidente che non tutte le fasce della popolazione ivoriana beneficiano in modo condiviso della neo-stabilità: le diseguaglianze tra chi riesce ad inserirsi nei meccanismi di sviluppo e chi resta relegato in posizioni di marginalità aumentano.

 

A livello socio-professionale la donna resta ancora sottomessa a vincoli basati su norme che la confinano in condizione di disparità importante e in ruoli sociali stereotipati e svalorizzanti. Le ragazze e le donne sono spesso vittime di violenze di genere come matrimoni precoci e/o forzati, di situazioni di abuso domestico e/o sfruttamento.

In loco si aggiunge la scarsità di occasioni di formazione di base (anche alfabetizzazione) e professionale e imprenditoriale : queste lacune riducono fortemente le opportunità di sviluppo socio-professionale e l’autonomia femminile.

bambini scuola

La situazione resta critica anche per i giovani. La maggior parte di questi, sia nella aree rurali sia nelle città, in quanto priva di un’istruzione di base e di una formazione professionalizzante, è esposta ad una situazione di estrema vulnerabilità psicologica, motivazionale e materiale.

Questi adolescenti, soprannominati dai locali ‘gbhoni’ o microbes, la cui famiglia di origine ha rinunciato ad ogni tipo di ruolo educativo, sono sostanzialmente privati dei mezzi per la costruzione di competenze o attività professionalizzanti e pertanto maggiormente esposti ai richiami della microcriminalità e dell’immigrazione clandestina, di cui la Costa d’Avorio è quarto paese per numero di migranti che arrivano in Italia (dati Viminale 02/2018).

Il progetto si realizza in due distretti dall’identità fortemente differente: il distretto di Daloa, (Regione dell’Alta Sassandra) e di Djébonoua (Regione di Gbêkê).

Daloa è un nucleo urbano con una popolazione stimata intorno ai 250.000 abitanti (popolazione che raddoppia se lo sguardo si estende all’intera area metropolitana), mentre Djebonoua è un comune immerso in un contesto prevalentemente agricolo/pastoralizio a 18 km da Bouaké composto da 53 villaggi e conta circa 17.000 abitanti.

Il progetto FJF prevede una serie di azioni localizzate che, mettendo in rete l’esperienza del partenariato multistakeholders regionale e locale, risponde ai bisogni di formazione ed inserimento socio-professionale e micro imprenditoriale; fa empowerment a favore di istituzioni locali e OSC e sensibilizza la comunità locale sulla generazione di sviluppo locale come mezzo di contrasto di immigrazione clandestina, microcriminalità giovanile e violenza di genere; esamina la fattibilità di azioni concrete per il recupero dei minori in conflitto con la legge per allontanarli dalla strada o dalla migrazione illegale.

 

I fabbisogni di intervento sono stati rilevati nel corso delle azioni di sviluppo locale. Da un campione intervistato di oltre 1000 giovani e donne a Daloa e 352 a Djebonoua è emerso il bisogno di formazione professionale e di rinforzo delle competenze in ambito commerciale agro-pastorale e da un campione di 456 giovani e donne a Daloa e 75 a Djebonoua è emerso il bisogno di formazione imprenditoriale, finanziaria e d’ufficio.

Inoltre 170 delle OSC e AL coinvolte in progetti precedenti hanno manifestato l’interesse e il bisogno di formazione e accompagnamento per lo scambio di buone praticheazioni di sensibilizzazione e gestione di attivita generatrici di reddito e di progetti di sviluppo locale.

I beneficiari appartengono alle comunità, alle organizzazioni della società civile e alle autorità locali delle aree coinvolte.

Valore aggiunto del progetto risiede nella potenzialità di capitalizzare la pluriennale esperienza sul campo e in altri paesi dei partner, sfruttando i consolidati e duraturi rapporti intessuti tra gli attori in campo.

Massima importanza è conferita al coinvolgimento locale: i partner locali ed i beneficiari sono alla base dell’ideazione e sono pienamente coinvolti nella progettazione dell’azione.

FJF è in linea con le aree tematiche di intervento previste dal Programma regionale per la cooperazione allo sviluppo e il partenariato internazionale 2014-2017: Sviluppo locale, micro impresa e coesione sociale (recupero e valorizzazione di sistemi produttivi, di produzioni agricole di qualità, tutela della biodiversità, promozione della partecipazione delle comunità locali ai processi di sviluppo).

Grazie al finanziamento della 

L.R.19/2000.

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