CONCORSO SAME WORLD “UNA CLASSE GRANDE COME IL MONDO”

Si è da poco concluso il concorso  “Una classe grande come il mondo”, rivolto agli insegnanti e agli alunni  delle scuole secondarie di tutta Europa che abbiano ideato validi metodi di educazione alla sostenibilità ambientale e alla cittadinanza globale nelle proprie scuole, negli ultimi tre anni scolastici.

Il concorso fa parte del progetto SAME World ed è il risultato di una grande partnership tra diversi enti europei, tra i quali figura anche Il CeVI, che mira a sensibilizzare i cittadini europei (e  in particolare studenti, insegnanti ed educatori) sui temi della giustizia ambientale, dei cambiamenti climatici e delle migrazioni ambientali.

Nei mesi scorsi abbiamo chiesto alle classi di 9 Paesi europei di raccontarci le loro migliori pratiche educative riguardanti appunto l’educazione alla sostenibilità ambientale. Le selezioni nazionali si sono appena concluse (qui il comunicato ufficiale) e le tre migliori pratiche italiane selezionate parteciperanno alla selezione finale a livello europeo per vincere un viaggio a Sintra, in Portogallo ed essere presenti al prossimo Seminario Internazionale SAME WORLD, che si terrà proprio a Sintra ad Ottobre 2017.

La vincitrice a livello italiano è stata la classe 2^A della Scuola Secondaria di Primo Grado “U.Pellis” di Fiumicello con la pratica “Migrazioni sul Palco: il teatro come strumento di ricerca, conoscenza, sensibilizzazione e riflessione”.

La classe, sotto la guida della Prof.ssa Michela Vanni, ha realizzato lo spettacolo “Mare di sola andata” e la performance teatrale “Dialogo Marino” sul tema dei fenomeni migratori di ieri e di oggi; avvalendosi dello strumento teatrale per indagare e raccontare le molteplici ragioni che possono spingere un essere umano ad abbandonare la propria Terra, affrontando così altri due temi di estrema attualità: il cambiamento climatico e la giustizia ambientale.

Va detto che tale attività  si inserisce all’interno di un percorso più ampio che vede la scuola di Fiumicello impegnata da anni  in attività di educazione alla pace, alla mondialità, alla sostenibilità e alla convivenza civile.

In relazione al lavoro fatto l’insegnante responsabile del progetto, Prof.ssa Michela Vanni, sottolinea come:

“La pratica teatrale ha sicuramente migliorato le competenze comunicative degli studenti, che hanno acquisito anche una maggiore consapevolezza delle emozioni proprie e altrui, sviluppando la capacità di riflettere su di sé e sui temi proposti dopo averli esaminati e debitamente approfonditi.”

È inoltre è emerso che :

“i ragazzi che avevano manifestato pregiudizi e stereotipi rispetto al fenomeno migratorio, hanno modificato radicalmente il loro modo di pensare, dimostrando maggiore apertura e sensibilità rispetto ad esso. Hanno colto con chiarezza anche le relazioni che intercorrono tra politiche economiche e ambientali dei Paesi ricchi e migrazioni.”

In conclusione è risultato evidente che il lavoro fatto, grazie anche all’adozione di un linguaggio diverso da quello usuale ovvero il linguaggio teatrale, abbia prodotto  un significativo cambiamento nell’approccio della classe al tema delle migrazioni attuali. Gli studenti e studentesse hanno così imparato ad affrontare le questioni con senso critico e autonomia di pensiero, senza farsi condizionare da luoghi comuni e pregiudizi.

Ed è proprio con questo obiettivo in mente che si è cercato, attraverso il mezzo  teatrale, di  coinvolgere il territorio  in un interessante confronto su temi che ci toccano da vicino ma che troppo spesso vengono affrontati in maniera superficiale.

La speranza è che attività simili vengano poi riproposte da altre scuole e che possano, come in questo caso uscire dalle mura scolastiche per coinvolgere la cittadinanza tutta.

Intanto facciamo un in bocca al lupo alla classe 2^A, la cui pratica gareggerà ora con le migliori pratiche di tutta Europa!

 

Scarica qui gli esiti del concorso nazionale.