Esplodono le proteste dopo la conferma della vittoria del presidente uscente

Elezioni Costa d Avorio, Ouattara vince il terzo mandato. Migliaia in fuga

In un clima di tensione e’ stato rieletto in Costa d’Avorio il presidente Alassane Ouattara. Proteste sparse, scontri, schede vandalizzate e alcuni seggi elettorali chiusi hanno caratterizzato il voto principalmente nelle roccaforti dell’opposizione, sebbene gli appelli alla calma lanciati da Ouattara, certo della vittoria Nel Paese erano stati dispiegati circa 35 mila membri delle forze di sicurezza e prima del voto una trentina di persone sono morte nelle violenze innescate dall’annuncio ad agosto della candidatura del presidente Ouattara per un terzo mandato, ritenuto “incostituzionale” dall’opposizione. Il leader dell’opposizione, Henri Konan Bedie, un vecchio avversario di Ouattara, aveva chiesto un boicottaggio attivo e una campagna di disobbedienza civile per fermare o interrompere le elezioni. 

Costa d’Avorio: polizia circonda casa del leader opposizione

La polizia ha circondato la residenza del leader dell’opposizione ivoriana, l’ex presidente Henri Konan Bedie’, il quale non ha riconosciuto la rielezione del presidente Alassane Ouattara, al potere da dieci anni. E’ quanto testimoniano i cronisti dell’agenzia France Presse. Circa cento poliziotti, senza entrare nell’abitazione, hanno sparato lacrimogeni per disperdere giornalisti e attivisti e impedire lo svolgimento di una conferenza stampa nella quale Bedie’ avrebbe chiesto l’insediamento di un governo di transizione. Nel frattempo, alcuni elementi della guardia personale di Bedie’ sono usciti dalla residenza con i kalashnikov in mano, pronti a difendere l’ex presidente, racconta ancora l’Afp.

La polizia ha circondato la residenza del leader dell’opposizione ivoriana, l’ex presidente Henri Konan Bedie’, il quale non ha riconosciuto la rielezione del presidente Alassane Ouattara, al potere da dieci anni. E’ quanto testimoniano i cronisti dell’agenzia France Presse. Circa cento poliziotti, senza entrare nell’abitazione, hanno sparato lacrimogeni per disperdere giornalisti e attivisti e impedire lo svolgimento di una conferenza stampa nella quale Bedie’ avrebbe chiesto l’insediamento di un governo di transizione. Nel frattempo, alcuni elementi della guardia personale di Bedie’ sono usciti dalla residenza con i kalashnikov in mano, pronti a difendere l’ex presidente, racconta ancora l’Afp. 

Il dramma delle violenze all’arma bianca

Si parla di delinquenti noti come i “microbes” o “bambini di strada”, che terrorizzano, aggrediscono ed uccidono con armi bianche durante le pacifiche proteste.

Si contano ad oggi più di un centinaio di manifestanti uccisi negli  attacchi perpetrati nelle città di Bonoua, di Bongouanou. A Dabou, a cinquanta chilometri da Abidjan,  secondo informazioni fornite dalle opposizioni, dopo  due giorni di attacchi simili per le strade, senza l’intervento delle forze di sicurezza, le popolazioni locali hanno dovuto organizzarsi per difendersi, affrontando anche  miliziani ritenuti al soldo di Ouattara.   Continuano anche gli attacchi alle popolazioni  nelle zone favorevoli all’opposizione con il saccheggio di case, incendi e numerose vittime rinvenute nelle loro abitazioni incendiate. Sono state, inoltre, attaccate e distrutte le abitazioni di alcuni oppositori politici.

Le nuove tensioni nel Paese africano hanno riacceso i timori del ripetersi di quanto accaduto dopo le contestate elezioni del 2010, quando si scatenò la breve guerra civile conclusasi con la cattura nel 2011 del presidente uscente Laurent Gbagbo e la conferma di Ouattara quale capo dello Stato.