Percorsi innovativi per il protagonismo giovanile e per una nuova cittadinanza in un mondo iperconnesso.

Il progetto “Volontariato per tutti – tutti per il volontariato” finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia ha l’obiettivo di promuovere un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti, incentivando le pari opportunità e contribuire alla riduzione delle disuguaglianze,  contribuendo  alla creazione di società più giuste, pacifiche ed inclusive.

Il progetto è  finalizzato a promuovere la partecipazione attiva dei giovani nella costruzione del bene comune, intende rispondere a bisogni che afferiscono ai tre ambiti di azione individuati :  promozione del volontariato, valorizzazione del ruolo primario della scuola, sostegno a giovani a rischio marginalità e sviluppo della cittadinanza digitale

Si intende nello specifico: diffondere e consolidare un’azione di promozione del volontariato con i giovani, molteplice e diffusa, rivolta a più fasce d’età e in differenti contesti e aumentare la qualità delle azioni di promozione del volontariato in Regione. 

In particolare verranno proposti:   percorsi di introduzione al volontariato, percorsi educativi rivolti alle competenze pro sociali,  attività extrascolastiche quali laboratori interculturali e di animazione, percorsi  di“ Educazione alla cittadinanza globale”e un Tavolo di lavoro regionale tra rappresentanti dei giovani coinvolti nel progetto e di altre realtà giovanili significative, finalizzato anche al confronto con il mondo degli adulti e con rappresentanti delle istituzioni.

 

Ylenia Intertaglia , studentessa attualmente iscritta all’ultimo anno di Laurea Magistrale in Studi Storici presso l’Università degli Studi di Trieste, descrive così la sua esperienza durante uno dei percorsi di Educazione alla Cittadinanza Attiva a cui ha partecipato : 

“Il laboratorio di cittadinanza attiva promosso e organizzato dal CeVI (Centro di Volontariato Internazionale) di Udine si inserisce all’interno del programma Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, approvato dalle Nazioni Unite il 25 settembre 2015. Questo si prefigge il raggiungimento di 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (quali la creazione di città sostenibili, la lotta contro il cambiamento climatico, la riduzione delle disuguaglianze e la parità di genere) entro il 2030. 

Il percorso del CeVI ha impegnato diversi gruppi di giovani di età compresa tra i 14 e i 30 anni in un progetto finalizzato all’approfondimento del tema del fenomeno migratorio.
Il piano di lavoro è stato caratterizzato da due momenti fondamentali: il primo, volto al dialogo, alla comprensione e all’analisi delle cause concernenti le migrazioni; il secondo, alla messa in opera di iniziative di impegno civico per la sensibilizzazione sull’argomento in questione.
Lavorando in gruppo e discutendo, abbiamo cercato di immedesimarci nelle persone che per vari motivi si ritrovano costrette a scappare dalle loro terre e dai loro Paesi di origine e nelle situazioni di difficoltà che possono effettivamente incontrare durante la loro fuga. In questo modo é stato possibile capire più a fondo gli ostacoli e le gravi condizioni alle quali sono sottoposte le persone che sempre più spesso giungono in Italia ed in Europa. 

Chiedersi “Che cosa farei al posto loro ?” non sempre ha una risposta precisa. 

Tuttavia, questa identificazione nella vita dell’altro ci può permettere di vedere la situazione da un punto di vista differente dal nostro. Cercare di capire colui che riteniamo o che percepiamo come estraneo o come un pericolo mettendoci al suo posto, capovolge la situazione e la nostra percezione di come l’altro ci appare.
La presa in considerazione di questo fenomeno, la comprensione delle motivazioni che spingono o costringono una persona ad intraprendere un viaggio che si potrebbe definire di morte o di speranza deve essere unitaria. La migrazione è un fenomeno inarrestabile che non può essere fermato e, come ha sottolineato anche Zygmunt Bauman, per tante persone che verranno bloccate, tante altre se ne ripresenteranno. Le storie ed il passato di migranti, rifugiati, richiedenti asilo, sfollati e profughi sono diverse, come diversa è la loro situazione.
Ci sono molte altre questioni di grande attinenza al tema, quali la divergenza tra la percezione della presenza dei migranti nel nostro Paese e altrove e la realtà effettiva della situazione, o l’incidenza del cambiamento climatico su tali fenomeni, dei quali è stato possibile discutere, allargando così lo spettro d’indagine della nostra analisi. In particolare, in riferimento al problema del cambiamento climatico l’approfondimento si è incentrato su coloro che vengono definiti migranti ambientali.
Catastrofi ambientali come cicloni, inondazioni, siccità sono sempre più frequenti e rendono spesso impossibile la sopravvivenza di molte popolazioni nei loro Paesi di origine: questo crea logicamente un abbandono forzato di quei territori. Certamente, sarebbe auspicabile un miglioramento delle condizioni materiali, ambientali e sociali dei Paesi di provenienza dei migranti, tutelando il loro diritto a vivere nelle loro città e ad abitare le loro terre.
Nonostante ciò, è altrettanto necessario che, nel momento in cui questo fenomeno si manifesta, esso venga affrontato nelle migliori condizioni possibili; in un clima, esemplificando l’idea di Richard Sennet, che può essere definito di apertura, confronto e collaborazione. Questo potrebbe contribuire non solo ad una migliore gestione della problematica, ma anche alla diminuzione delle possibilità di conflitto e scontro tra la comunità ospitante e quella ospitata.
Conseguentemente alla globalizzazione e alla formazione di una società planetaria, è fondamentale essere consapevoli che la dimensione dei problemi è globale e come tale va affrontata.
Pertanto, la nostra società ormai multietnica e pluriculturale, non può non attuare delle politiche per una pacifica convivenza in uno stesso territorio di persone di diversa etnia, cultura, lingua e religione.

Quella che oggi viene definita questione immigrazione è una problematica che va risolta a partire dalle cause dalle quali deriva, ma spetta al buon senso e alla ragionevolezza di tutti noi, e all’intelligenza dei governi, di attuare politiche rispettose dei diritti di tutte le parti in questione.
La formazione ci ha permesso di riflettere in modo costruttivo sulle migrazioni: dall’analisi delle sue logiche interne alla constatazione delle verità celate cui spesso non poniamo attenzione nella quotidianità. E’ importante essere consapevoli che questi fenomeni a noi contemporanei non possono non riguardarci da vicino. Grazie alla riflessione, collettiva e personale, ed alla discussione, questo percorso ha contribuito e anzi acuito il nostro desiderio e la nostra volontà ad impegnarci attivamente per dare avvio ad un vero e proprio processo di cambiamento, di cui la partecipazione allo sciopero mondiale per il clima del 15 marzo 2019 ha rappresentato solo l’inizio.”

 

La classe 2F del Liceo Artistico Statale Giovanni Sello di Udine prendendo attivamente parte al progetto “Volontariato per Tutti – Tutti per il Volontariato”, ha elaborato un’opera di Street Art a tema ambiente e cambiamento climatico, esso infatti è la principale e più urgente crisi ambientale dei nostri tempi, e di conseguenza è una tematica di fondamentale importanza, da affrontare come  individui, come città, come singolo paese e come comunità internazionale.

L’obiettivo di questo breve percorso creativo è stato quello di trasmettere un messaggio positivo attraverso la propria arte, impegnandosi attivamente per contribuire a produrre un cambiamento anche nel proprio piccolo.

A conclusione dell’anno scolastico , il 31 maggio è stato organizzato un Tavolo di lavoro Regionale.

Il Tavolo favorisce un esercizio di cittadinanza attiva, l’attivazione dei giovani in una interlocuzione diretta con i decisori politici locali, dando ai giovani la possibilità di avere voce nella definizione delle strategie e delle priorità locali sulle questione per loro prioritarie, di farsi promotori di idee su come assicurare che il proprio territorio si attivi in maniera strutturata e continuativa sui temi dell’educazione alla cittadinanza globale e della cooperazione allo sviluppo, senza mai dimenticare l’interconnessione tra il locale e il globale. 

La giornata ha visto la presenza di una selezione di giovani (15-30 anni) di tutta la regione che ha seguito percorsi educativi e Laboratori di cittadinanza attiva sulle tematiche dell’Agenda 2030 e Rappresentanti di istituzioni locali (Regione ed Enti Locali) saranno invitati ad ascoltare e a replicare alle raccomandazioni che verranno loro indirizzate dai giovani. A questa sessione sono stati invitati a partecipare anche altri stakeholder afferenti al mondo della scuola, dell’università, dell’associazionismo giovanile, del volontariato, delle imprese.

A conclusione del progetto , nel periodo autunnale, verranno organizzati un Tavolo di lavoro ed un evento a livello nazionale con l’obiettivo di definire un documento di raccomandazioni per una cooperazione  e strategia di Educazione alla Cittadinanza Globale elaborata “dai giovani per i giovani”.

Finanziato da :

Regione FVG 

ART. 72 D.Lgs. 03 LUGLIO 2017, N. 117 – Codice del Terzo Settore

Con la collaborazione di :