La mia esperienza in Brasile, articolo redatto da Martina Conchione, cooperante per il CeVI in Brasile.

Per il progetto Sementi del Sapere che il Cevi porta avanti ormai da un anno qui in Brasile ho la fortuna di lavorare in una Ong, il CAV, molto ben organizzata e radicata nel territorio.

Il nostro partner brasiliano ha infatti 26 lavoratori tra tecnici, agronomi, addetti alla comunicazione e personale d’ufficio, suddivisi in base ai diversi progetti che la Ong porta avanti. In una realtà cosi ben strutturata è dunque facile avere una collaborazione produttiva ed efficace, sia per quel che riguarda l’andamento del nostro progetto nel concreto con gli agricoltori, sia per questioni più tecniche come spese e tempistiche burocratiche da rispettare.

Qui al CAV le teorie (molto spesso fondate) sulle realtà latine più rilassate lavorativamente parlando e con tempi abbastanza fluidi non reggono per nulla: in ufficio si arriva tutti puntuali alle 7.30 del mattino, ogni lunedì c’è una riunione d’equipe per fare il punto della situazione, ed il livello di collaboratività tra le persone è davvero molto alto.

Il Cav è senza dubbio un luogo dove poter vedere e imparare come, nonostante le risorse siano modeste, si debba comunque puntare al miglior risultato possibile.

Le difficoltà che si possono riscontrare sono semmai di tipo geografico: Turmalina è situata in una valle molto ampia nell’entroterra brasiliano, e per raggiungere la prima città ci vogliono una decina di ore in bus..quasi il doppio per arrivare al mare. Muoversi quindi è difficile, e ci si deve adattare a vivere in una piccola realtà piuttosto isolata.

In cambio però ci si abitua a vivere in maniera più calma, autentica. A vivere con meno, a crearsi degli hobbies compatibili con la realtà in cui ci si trova, ad avere uno stile di vita molto più tranquillo e a fare il bucato a mano ogni domenica mattina 🙂

Ho scelto questo lavoro anche perché ritengo che l’essere flessibili, il saper adattarsi, siano di grande importanza per maturare a livello umano, e vivere in questo paesino senza dubbio è di grande aiuto nell’aumentare queste capacità.

Sapere poi di essere qui per portare il mio contributo e quello del Cevi nel risollevare situazioni ben più difficili del vivere lontano da casa ripaga di qualunque mancanza materiale..fatta eccezione per la pizza 🙂