Il progetto SCAMBio, finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia,  si pone l’obiettivo di sostenere l’agricoltura familiare attraverso la promozione della filiera della produzione biologica e del sistema di garanzia partecipativo.

Partner

In loco: Centro de Agricultura Alternativa “Vicente Nica (CAV), Istituto Federale Sud del Minas Gerais

In Italia: Comune di Mereto di Tomba, CeVI, AIAB FVG.

Il progetto SCAMBio prevede un approccio interdisciplinare capace di intervenire sulle diverse aree della cooperazione allo sviluppo. Il progetto intende mettere al centro Persone e Prosperità contribuendo alla crescita inclusiva e sostenibile per lo sviluppo umano. Eliminare fame e povertà in tutte le forme e garantire dignità e uguaglianza è oggi un obbiettivo primario: sono circa 736 milioni le persone che vivono in estrema povertà, di cui l’ 80% costituito da piccoli produttori e agricoltori familiari, che fanno della povertà un fenomeno prevalentemente rurale.

Sostenere l’agricoltura familiare è quindi un elemento chiave nella lotta non solo contro la povertà e la fame ma anche contro le problematiche legate ai crescenti fenomeni dell’urbanizzazione, della scarsità di risorse naturali, della migrazione di massa e della vulnerabilità al cambiamento climatico. L’agricoltura familiare è responsabile di circa l’80 % della produzione alimentare ed è il modello agricolo più esteso sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo.

Essa ha la potenzialità di contribuire a una crescita inclusiva e sostenibile favorendo la creazione di impiego e il sostegno ai circuiti economici locali (sostenibilità economica), e custodendo saperi tradizionali legati alle caratteristiche ecologiche locali (sostenibilità ambientale). Inoltre concorre al capitale sociale in un contesto di rafforzamento delle filiere e dei sistemi agroalimentari, valorizzando il ruolo delle donne e trasformando il sistema produttivo in un elemento di emancipazione sociale (sostenibilità sociale).

È fondamentale che questa Prosperità e sviluppo siano in armonia con la natura: l’ agricoltura biologica contribuisce a realizzare questo obiettivo. Il progetto mira a favorire uno sviluppo inclusivo e rispettoso dell’ambiente: stimolando l’accesso al mercato dei piccoli produttori e garantendo una gestione sostenibile delle risorse naturali e un’ azione per il clima con l’adozione di tecniche e pratiche di coltivazione e consumo sostenibili. Infine, il sistema partecipativo di garanzia incrementa i margini di guadagni e rende i produttori partecipanti attivi di sviluppo, rafforzando le loro capacità a livello associativo.

Il progetto sarà implementato nella Valle dello Jequitinhonha, una regione semiarida del Minas Gerais, in almeno 40 comunità rurali tradizionali appartenenti a 4 comuni (Chapada do Norte, Minas Novas, Turmalina e Veredinha).

Oltre a 8 mesi di siccità all’anno, queste comunità subiscono una forte pressione ambientale legata alla monocultura di eucalipto che causa forti impatti, soprattutto in relazione al prosciugamento delle sorgenti e alla perdita di biodiversità. L’economia si basa sul piccolo commercio e il sostentamento delle famiglie rurali è garantito dall’agricoltura di sussistenza caratterizzata da bassi livelli di capitale.

Data la cultura patriarcale, le donne hanno ancora poca visibilità nel contesto produttivo, nonostante loro partecipazione sia fondamentale. I giovani si alternano tra scuola e lavoro e dalla preadolescenza in poi sono costretti a spostarsi nelle città per studiare. Si tratta di una delle regioni più povere del Minas Gerais: secondo dati IPEA (2016), il PIL pro-capite nella microregione di cui i comuni beneficiari fanno parte è meno di un terzo della media statale e l’Indice di Sviluppo Umano in relazione al reddito è ben al di sotto di quello del Minas Gerais. La vulnerabilità sociale è elevata tanto che più del 40% della popolazione è considerata povera o estremamente povera. Questa situazione ha determinato l’isolamento e la mancanza di prospettive delle famiglie rurali. La conseguenza è stata una forte migrazione a partire dagli anni 70 verso la zona interna di San Paolo per lavorare nella raccolta della canna zucchero e verso le aree metropolitane del Minas Gerais (fonte analisi demografiche IBGE).

In tempi recenti, anche la migrazione ha cessato di essere una soluzione valida sia a causa della meccanizzazione agricola sia per la grave crisi economica che ha interessato il Brasile. Il PIL ha subito infatti una contrazione di più del 3% per due anni consecutivi nel biennio 2015-16 e il tasso di disoccupazione è quasi raddoppiato dal 2014 al 2017, passando dal 7% a oltre 13% (dati IBGE). Le famiglie rurali sono quindi meno incentivate a migrare e spostarsi in cerca di lavoro. Nonostante le problematiche socioeconomiche e ambientali, le comunità rurali si sono specializzate in una produzione agricola adatta alla realtà climatica locale che viene poi venduta principalmente nei tradizionali mercati settimanali.

La produzione agricola in una regione semi arida come quella dei comuni coinvolti nel progetto è fortemente condizionata dalla disponibilità di risorse idriche. I prodotti alimentari provenienti dall’agricoltura su grande scala e distribuiti dalla grande distribuzione, concorrono con le produzioni locali, quest’ultime ancora non adeguatamente valorizzate. I problemi emersi dagli agricoltori riguardano la sicurezza alimentare ma anche il miglioramento delle produzioni locali, la mancanza di assistenza tecnica, il miglioramento della qualità dei prodotti, l’approccio ai mercati locali.
Le opportunità su cui far leva per rispondere ai bisogni emersi sono:
– le esistenti associazioni di agricoltori che verranno rafforzate attraverso migliori strategie di autogestione e corresponsabilizzazione;
– le positive esperienze di produzione biologica esistenti nella regione;
– la positiva accettazione dei primi prodotti bio nei mercati locali e i programmi governativi sull’approvvigionamento delle mense scolastiche che premiano produzioni locali e biologiche.
La produzione biologica ha dunque potenzialità di sviluppo legate mercati locali, alla fornitura ai supermercati e alle mense scolastiche. Un’opportunità in termini di differenziale competitivo è costituita dal processo partecipativo di certificazione biologica, che ha dato vita al marchio “Organico Jequitinhonha”. La diffusione del biologico contribuisce a responsabilizzare la comunità sui temi ambientali e può tradursi in un cambiamento significativo delle prospettive e della qualità di vita della popolazione rurale e urbana.

In Italia, la proposta si collega al progetto del Distretto di Economia Solidale del Medio Friuli portato avanti dal Comune di Mereto di Tomba e comuni limitrofi. L’obiettivo è la costruzione e il rafforzamento di una rete per lo sviluppo di filiere locali di produzione, trasformazione e commercializzazione con il fine di contrastare l’impatto ambientale, sociale ed economico dell’agricoltura di tipo industriale. In linea con la legge regionale 4/2017 sull’economia solidale e il nuovo Regolamento UE sul biologico, che ammette la certificazione di gruppo, l’interscambio con il Brasile può evidenziare l’importanza strategica di pratiche partecipative per la produzione agricola.

-Finalità del progetto


Rendere l’agricoltura familiare economicamente e ambientalmente sostenibile e migliorare la qualità della vita degli agricoltori/trici nella regione dell’Alto Jequitinhonha – Minas Gerais.
L’agricoltura familiare praticata nel contesto rurale di questa regione riguarda una fascia di popolazione (agricoltori) vulnerabile in quanto residente in aree con scarsità di servizi di base e particolarmente esposta agli effetti dei cambiamenti climatici. 

-Attività da realizzare:

Riunioni con le associazioni comunali per la costruzione di strategie di approccio ai segmenti di mercato, con conseguente mappatura della domanda delle scuole pubbliche e dei flussi dei prodotti nei supermercati locali monitorando la produzione agricola familiare e fornendo assistenza tecnica per la fornitura di prodotti ai mercati locali;
Pianificazione produttiva per le famiglie, corsi di formazione per agricoltori/trici, microcredito tramite il Fondo Rotativo Solidale e realizzazione di visite tecniche per il monitoraggio del processo di certificazione biologica.
Seminari sul tema dei mercati locali e nei Comuni del Distretto di Economia solidale del Medio Friuli, attività didattiche nelle scuole in Brasile e in Italia.

Regione FVG

Progetto finanziato grazie alla Legge regionale 30 ottobre 2000, n.19 Programmazione 2019-2023
Bando 2020