Il 10 dicembre 2018 si celebrerà il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: un documento di grande rilevanza storica che ha voluto riportare una cultura di pace in un mondo martoriato da due guerre mondiali e milioni di morti.

Dallo scorso anno scolastico, molti studenti hanno preso parte a percorsi educativi e iniziative, come la Marcia per la Pace PerugiAssisi, con la voglia di far sentire la loro presenza, la loro voce e la loro richiesta di Pace e di rispetto dei diritti umani.

Le guerre e le violenze che pervadono le nostre società e ledono i diritti umani ci ricordano che la Pace è in continua costruzione e che richiede impegno, dialogo tra culture e voglia di costruire ponti, non solo muri.

Si può contribuire in molti modi alla costruzione di una cultura di Pace e alla difesa dei Diritti umani, anche attraverso le parole. Ed è per questo che in vista del 10 dicembre il CeVI ha deciso di pubblicare le parole di una studentessa del Liceo Scientifico “Giovanni Marinelli” che raccontano la sua esperienza, quella dei suoi compagni di classe e indirettamente quella di migliaia di giovani che hanno deciso di non restare impassibili alle offese che ogni giorno minacciano la dignità umana ma di attivarsi e rendersi protagonisti di una nuova narrazione di Pace.

A scuola di pace

La nostra classe si è concentrata a lungo su un progetto finalizzato alla sensibilizzazione dei giovani di varie fasce d’età, inclusa la nostra, sui temi della pace e dei diritti umani.

La prima fase del percorso si è incentrata sulla conoscenza basilare della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, allo scopo di farci capire a cosa andavamo incontro con il progetto e al fine di essere più coinvolti e meno estranei agli argomenti delle future conferenze a cui avremmo partecipato.

Così facendo, lo studio e l’analisi in classe dei diritti dell’uomo (uomo inteso come umanità), anche se un po’ approssimativi, sono diventati la nostra prima fonte di consapevolezza e lo spunto di riflessione da cui partire e che ognuno di noi, in maniera diversa, ha interiorizzato.

Dopo lo studio dei diritti, la nostra attenzione si è focalizzata su un concetto altrettanto importante: la Pace, che nel nostro territorio e in questo periodo, è stato logicamente lo studio della guerra.

A cent’anni dalla Grande Guerra e a pochi chilometri dai luoghi delle battaglie, è proprio sulle trincee del Carso che abbiamo realmente iniziato l’esperienza.

Ricordando, però, che la pace non è solo la non-guerra, ma che è una parola enorme: è non-violenza, è collettività, è rispetto reciproco, è il mettere noi davanti all’io, è l’espressione dei valori della persona.

In questo “meeting” avvenuto a Marzo dello scorso anno sul San Michele (il San Michele di Ungaretti) è sul valore della pace che abbiamo lavorato, in un luogo di violenza e di sangue. Insieme a molte scuole corregionali discutendo di guerra, abbiamo avvalorato la Pace.

Il risultato finale, ovvero l’elogio della Pace, è stato simile anche per la conferenza del Centro Balducci di Zugliano, ma ciò è avvenuto soffermandoci sul tema dell’integrazione e sullo sforzo comune di molti in diverse parti del mondo.

Tutto ciò ci è servito come preparazione per l’iniziativa più importante: la marcia della Pace di Perugia.

È lì che abbiamo capito davvero quante persone siano operative per un obiettivo più grande dell’individuale. Da tutta la nazione e da tutto il mondo si sono ritrovate tantissime persone, tantissime scuole, tantissimi volontari e giovani volenterosi di fare la propria parte per gli altri e tutto ciò è stato meraviglioso e commovente. Le conferenze a cui abbiamo partecipato sono state dei piccoli assaggi di un mondo che ha voglia di cambiare.

Quello che davvero ci rimarrà della nostra esperienza saranno i volti dei cittadini attivi del domani, che ci hanno camminato a fianco, di coloro che in manifestazioni come queste danno agli altri la speranza e la convinzione che qualcosa si può fare e lo possiamo fare noi, sì, anche noi 2H che con occhi smarriti ci siamo ritrovati in un fiume di gente che ci ha travolti e che ci è sembrato molto più grande di noi (perché effettivamente lo era).

Ma anche noi facevamo parte di quel fiume, allora abbiamo capito che possiamo fare veramente qualcosa: e se rimarremo speranzosi e attivi insieme, potremmo fare GRANDI cose.

La coscienza di ciò ci rimarrà dentro, volontariamente o involontariamente.

Intanto il nostro percorso prosegue, sia in classe che fuori da scuola. Molti professori infatti in comune accordo integrano i temi del progetto con le loro lezioni, ampliando maggiormente la nostra visione di tali argomenti in maniera multidisciplinare. Ci ritroviamo così a parlare di pace nelle ore di latino o di diritti umani nelle lezioni di inglese. Mentre il 10 Dicembre, settantesimo anniversario della Dichiarazione dei diritti umani, ci incontreremo con altre classi e altre scuole in piazza della Libertà di Udine, per terminare degnamente il lungo lavoro svolto nel corso dell’anno.

Ma siamo proprio sicuri di essere giunti al termine? O è solo l’inizio?

(di Valentina Dereani – classe 2H – Liceo Scientifico “Giovanni Marinelli” – Udine)

La classe 2H a Perugia

La classe 2H a Perugia