Il progetto Semi di futuro è un’iniziativa integrata finanziata dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo che si propone di lavorare con le fasce più vulnerabili della popolazione di 50 kebele (villaggi) delle Woreda (distretti) rurali di Ameya, Goro, Seden Sodo e Wolisso Zuria, in Etiopia, con particolare attenzione ai bambini e alle donne affinché adottino una sana e corretta alimentazione, stili di cura e accudimento efficienti, prevengano e curino la malnutrizione infantile.

CEFA, referente delle componenti di miglioramento produttivo, nutritivo e di rafforzamento associativo dei gruppi femminili, sarà capofila di un partenariato multistakeholder composto da ONG italiane e locali (CUAMM, responsabile in collaborazione con il South West Shewa Zone Health Department della parte di prevenzione medica e cura dei soggetti malnutriti; FAdV, coordinatore delle attività di protection a livello comunitario e famigliare; Ce.V.I. responsabile delle attività di irrigazione e stoccaggio acqua insieme al partner locale EmCS), enti accademici (Università di Ferrara, incaricata di svolgere una ricerca su colture locali ad elevato profilo nutrizionale e di coordinare un evento seminariale in Italia); attori tecnici (Climate and Development Foundation), che studierà con CEFA soluzioni energetiche sostenibili e rinnovabili in ambito agricolo per i gruppi femminili; Cittadinanza Onlus, specializzata in dinamiche dello sviluppo e incaricata di formare il personale sanitario dei due ospedali coinvolti in riabilitazione dei bambini a rischio; Centro per la Salute del Bambino Onlus, formatori internazionali esperti di Early Child Development sull’avvio di attività di stimolazione cognitiva dei bambini malnutriti e a rischio).

La complessità del partenariato garantirà che il problema della malnutrizione e della denutrizione sia abbordato da molteplici punti di vista: ricerca, informazione, sensibilizzazione, prevenzione, cura.

Nel contesto di riferimento, i partner di progetto hanno realizzato i diversi assessment sui bisogni delle comunità target, identificando i tre ambiti di azione che costituiscono i tre assi e i risultati del progetto Semi di Futuro: il settore agricolo e il miglioramento produttivo sia a livello più diffuso di comunità che con i gruppi (associazioni e cooperative) femminili (R1 e R2); la protection, con azioni di supporto, accompagnamento e assistenza psico-sociale di donne e bambini più a rischio malnutrizione (R3); l’ambito sanitario, con sensibilizzazioni a livello capillare e miglioramento del sistema di trattamento dei casi di malnutrizione e denutrizione (R4).

Il progetto sarà in grado di operare direttamente in 50 kebele (per un totale di 213.063 beneficiari) e con diversi target group: le attività in ambito agricolo beneficeranno 8.275 agricoltori e tecnici e 300 donne di 15 gruppi femminili; le azioni di protection lavoreranno direttamente con 150 famiglie e 838 donne, 24 scuole, 90 insegnanti e 2.160 membri delle comunità; in ambito sanitario, si supporteranno 2 unità di riabilitazione nutrizionali ubicate presso l’Ospedale privato-no-for-profit St. Luke di Wolisso e presso l’Ospedale distrettuale di Ameya, 20 centri di salute e 22 posti di salute rurale che offrono servizi nutrizionali alla popolazione delle 4 woreda interessate: 262.466 persone, in particolare 43.044 bambini <5 anni e 9.711 donne in gravidanza.

In Etiopia, l’agricoltura sostiene l’85% della popolazione, di cui circa il 90% sono piccoli agricoltori.

La popolazione rurale, prevalentemente analfabeta (54% analfabetismo rurale vs. 24% urbano), continua a essere esposta a inondazioni, conflitti etnici, carente accesso a misure igieniche di base e condizioni di insicurezza alimentare e nutritiva.

La malnutrizione (sia della madre che dei bambini) è la causa del 53% delle morti dei bambini <5.
Nella seconda metà del 2018, 3,2 milioni di persone nella regione dell’Oromia si trovavano in stato di necessità di assistenza alimentare di emergenza.

 

L’Oromia (36% della popolazione etiope, 87% rurale) è infatti caratterizzata da persistenti tassi di malnutrizione e di mortalità tra i bambini <5 (37% stunting, 10,6% wasting; 79 decessi ogni 1.000 nati vivi, al di sopra del livello nazionale).


Ciò è associato a bassa produttività dei raccolti (27,96 qi/ha annuo di produzione mista8) dovuta a diversi fattori tra cui la pressione demografica, la degradazione del suolo, la scarsità di terre coltivabili per famiglia e la mancanza di tecniche e tecnologie e input agricoli di qualità.


La scarsa consapevolezza a livello famigliare e comunitario contribuisce ad una dieta scarsamente varia e povera dal punto di vista nutritivo: il 30% dei nuclei famigliari consuma 3 o meno gruppi di alimenti per settimana e oltre il 58% dei nuclei famigliari in Oromia segue una dieta composta per più del 75% da amidi.
La regione presenta tassi di copertura dei servizi sanitari molto bassi sia per i bambini che per le loro madri.

Il progetto si rifà alla strategia dei 1.000 giorni poiché gli interventi contro la malnutrizione in questo intervallo di tempo hanno un impatto profondo sullo sviluppo del bambino: apprendimento, salute, comportamento, benessere e produttività.

Il progetto interviene quindi sulle componenti della Nurturing Care in modo multisettoriale:
1. Garantire alimentazione adeguata attraverso il rafforzamento del food system;
2. Ottenere un buono stato di salute dei bambini attraverso il rafforzamento dei servizi sanitari;
3. Promuovere protezione attraverso formazione dei caregiver e consapevolezza comunitaria;
4. Dare opportunità di apprendimento precoce attraverso Early Child Development nelle UNT;
5. Promuovere la genitorialità responsiva e l’empowerment femminile.

Per affrontare questi problemi si realizzeranno le seguenti attività:

Ricerca universitaria su produzioni caratterizzate da un elevato profilo nutrizionale e/o tolleranza alla disidratazione e sugli aspetti fitopatologici legati alle colture principali identificate;

Formazione dei formatori per equipe di progetto su agricoltura resiliente e nutrition sensitive, animazione di gruppi, rafforzamento di associazioni cooperative e supporto tecnico ai piccoli produttori;

Formazioni a cascata su tre livelli (zona, woreda, kebele) per il rafforzamento delle capacità produttive dei tecnici locali e dei contadini;

Costruzione di un’infrastruttura idrica collettiva per la comunità agricola di Galyie Rogda.

Follow-up e distribuzione di input agricoli e materiali per 650 famiglie maggiormente a rischio malnutrizione e famiglie chiave per il food-system locale.

-Realizzazione dipiani di rafforzamento cooperativo per 15 gruppi di donne agro-imprenditrici, seguiti da attività di formazione e supporto;

-Definizione di piani di assistenza e protezione della popolazione più vulnerabile delle comunità coinvolte e rafforzamento dei legami famigliari e sociali

Obiettivi di Sviluppo Sostenibile affrontati dal progetto:

  • Obiettivo 2 – Porre fine alla fame, realizzare la sicurezza alimentare e una migliore nutrizione e promuovere l’agricoltura sostenibile;
  • Obiettivo 3– Garantire una vita sana e promuovere il benessere per tutti a tutte le età;
  • Obiettivo 5 -Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze.

Questo progetto è co-finanaziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo :