In Costa d’Avorio il sistema scolastico e l’educazione in generale stanno acquistando sempre più rilevanza agli occhi del governo. L’aumento dell’indice di sviluppo umano è stato inserito tra gli obiettivi specifici del piano nazionale di sviluppo e il Governo si impegna a migliorare la qualità del sistema educativo-formativo del Paese, rendendolo accessibile a tutti e adeguato ai bisogni del mercato del lavoro. Ma le cose stanno veramente in questi termini? 

Osservando più da vicino il contesto sociale ivoriano e con i dati alla mano, emergono tuttavia delle contraddizioni, tanto da chiedersi: il sistema scolastico ivoriano contribuisce veramente ad uno sviluppo sostenibile ed equo? E in particolare, il sistema scolastico è in grado di fornire una formazione armonica e integrale a tutti i minori? “.

In materia di educazione e di formazione i progressi sono lenti nella realizzazione di un’istruzione primaria e secondaria universale oppure risultano incompiuti nella parità di genere e nell’alfabetizzazione. La gran parte dei giovani che escono da scuola non hanno accesso al mercato del lavoro”[1]

Accessibilità all’istruzione per tutti e qualità dell’insegnamento, sono queste dunque le maggiori criticità del sistema: “una proporzione ancora importante di bambini che usciranno dalla scuola non avrà acquisito le competenze necessarie per essere e restare alfabetizzati durante tutto l’arco della loro vita”[2]

L’analfabetismo resta dunque un problema per il Paese, al tal punto che il ministro dell’Educazione nazionale dell’Insegnamento tecnico e della Formazione professionale, Kandia Camara, ha annunciato di volerne fare una causa nazionale, promuovendo quindi l’alfabetizzazione come obiettivo principale del Piano Nazionale per l’Educazione 2019-2024.

  Da uno studio sull’indice di sviluppo della prima infanzia (36-59 mesi) nei settori di lettura-calcolo, fisico, socio-emotivo e di apprendimento, la percentuale dei bambini che sono sulla buona via di sviluppo nel settore di lettura-calcolo è di 7,4, mentre negli altri settori le percentuali sono rispettivamente di 95,2, 68,8 e 87,2. Inoltre, se si incrocia questo dato con l’indice di benessere economico, si nota subito che solo l’1% dei bambini della popolazione più povera è sulla buona strada per lo sviluppo delle capacità di lettura e calcolo[3]

In Costa d’Avorio l’accesso scolastico non è ancora garantito in modo equo a tutti: non hai le stesse possibilità di andare a scuola se sei una bambina o un bambino (45,1% di iscritte contro 58,5% di iscritti), se fai parte delle fasce meno abbienti o di quelle più abbienti (61,9% contro 93,6%), né se vivi nelle regioni del Nord (57,2%) rispetto a quelle del Centro (82,2%) e del Sud (82,8%), o in una zona rurale (70,9%) rispetto a un centro urbano (85,3%)[4].

  Con queste premesse, si può quindi affermare, come lo riconosce anche il Governo ivoriano stesso[5], che il sistema scolastico non garantisce ancora l’accesso all’educazione di base e l’acquisizione dell’insieme di competenze primarie e non alla totalità della popolazione. Ciò limita inevitabilmente la formazione di una generazione in grado di rispondere in modo adeguato alle sfide del mercato globale e rende molto poco probabile la realizzazione di quegli obiettivi di sviluppo che il Governo si era posto del 2015.

 In risposta il CeVI ha deciso di impegnarsi in prima persona, portando avanti diversi progetti in ambito di educazione, scolarizzazione e alfabetizzazione, offrendo inoltre corsi di formazione e professionalizzazione per  le donne e i giovani ivoriani, in vista di un loro inserimento nel mercato del lavoro. In particolare, grazie al progetto Tous à l’école ![6], nello scorso anno scolastico sono stati inseriti nelle scuole della città di Daloa circa una sessantina di minori, di cui 14 bambine e bambini hanno terminato le alfabetizzazioni “passarella”, corsi con lo scopo di far recuperare gli anni scolastici perduti, e sono iscritti nella prima classe di ciclo medio. 

In parallelo il CeVI sta collaborando con il CVCS in vista di un progetto per i minori detenuti della Maison d’Arrete de Daloa, con lo scopo di migliorarne le condizioni di vita e garantire loro un’educazione e una formazione armonica e integrale. Attraverso la proposta di attività di alfabetizzazione, sostegno scolastico e di formazione professionale, oltre ai servizi psicologici di ascolto e assistenza, si darà ai minori una volta usciti dalla Maison una possibilità concreta di reintrodursi nel tessuto sociale, permettendo loro un reinserimento scolastico e un inserimento nel mondo del lavoro.      

La scolarizzazione universale e un’istruzione di qualità equa e inclusiva, restano le fondamenta per una crescita equa e sostenibile, le uniche vere risorse di cui la società dispone per ridurre le disuguaglianze e garantire un mondo più equo e giusto per tutti.   

Articolo di Elena Lauriola, servizio civilista in Costa D’Avorio


Fonti e materiali di approfondimento:

1.Plan National de Developpement 2016-2020, TOME 1 p.116.

2. Plan Sectoriel de l’Education e de la formation 2016-2020, p. 69.

3. Mics, La situation des femme et des enfants en Cote d’Ivoire, enquete à indicateurs multiples 2016 – MICS5, p. 118.

4. Mics, La situation des femme et des enfants en Cote d’Ivoire, enquete à indicateurs multiples 2016 – MICS5, p. 131.