Nel 2016 Edipower aveva chiamato in causa davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma il Comune di Forni di Sotto, all’epoca guidato da Marco Lenna, perchè voleva un indennizzo a fronte dell’utilizzo da parte del Comune stesso dell’acqua ad uso potabile.

Il Tribunale, con sentenza del 6 aprile 2018, aveva accolto le difese svolte dal Comune di Forni di Sotto, seguito dallo Studio legale D’Orlando nella persona degli avvocati Laura D’Orlando e Jessica Russo, respingendo il ricorso proposto da Edipower e stabilendo che la società è tenuta sempre a garantire l’approvvigionamento dell’acquedotto comunale e che non abbia diritto a ricevere alcun indennizzo per i prelievi d’acqua destinati al prioritario consumo umano.

Nel frattempo A2A, con sede a Brescia, è subentrata a Edipower-

Con ricorso del 28 agosto 2018, A2A aveva ha impugnato la sentenza avanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, allo scopo di ottenere il pagamento di un indennizzo da parte del Comune carnico.
La Cassazione, dando ancora ragione al Comune di Forni di Sotto, difeso anche in grado di appello dallo Studio legale D’Orlando, ha respinto il ricorso di A2A con sentenza dello scorso 10 giugno, con la quale è stato, di fatto, ribadito che devono essere sempre fatte salve le esigenze della collettività senza che alcun indennizzo possa essere richiesto da A2A per l’utilizzo dell’acqua, essendo prioritario l’interesse all’utilizzo umano.

In altre parole, la Suprema Corte di Cassazione ha sancito il principio fondamentale per cui l’uso idropotabile delle acque deve prevalere comunque su ogni altra utilizzazione e ciò senza necessità di alcun indennizzo per detta utilizzazione. Pertanto, è stato deciso che nulla spetta a A2A per l’uso potabile delle acque a favore della popolazione del Comune di Forni di Sotto.

“Anche stavolta, esattamente come come nelle fiabe, il pastorello Davide vince contro il gigante Golia”, dice l’attuale sindaco Claudio Coradazzi.

Fonte: www.studionord.news